
Il Pontile di Dervio (foto G.Pozzi):
il Battello Milano all'attracco.
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Panoramica di
Dervio (foto
F.Tirinzoni e Narda):
vista dalla strada per la Valsassina.

Il Molo di Dervio (foto G.Pozzi):
l'antico molo, in una cornice suggestiva
sul versante a lago del parco La Boldona, ristrutturato una
prima volta negli anni '80 e una seconda negli anni '90,
accoglie le imbarcazioni dei derviesi, le classiche lance, e i
cabinati dei turisti che qui hanno la seconda casa.

Il Molo di Dervio (foto G.Pozzi):
un'altra vista del porticciolo con una splendida Lucia,
imbarcazione tradizionale del Lago.
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Veduta dalla mulattiera che parte dal fianco nord della
chiesa e sale a Pianezzo e ai monti di Dervio. |
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Chiesa dei SS. Quirico
e Giulitta: costruita ai piedi della montagna,
risale al secolo XI� ed � dedicata ai due martiri del IV
secolo.
E' una delle chiese pi� antiche della zona.
Pregevole il campaniletto, in buone condizioni, aperto alla
sommit� da un piano di bifore e ornato da archetti pensili.
Il tipo di copertura in pietre, a cuspide assai pronunciata,
� un modulo abbastanza inconsueto per l'architettura della
zona lariana.
Da l� si imbocca il sentiero che porta ai monti Dervio. |
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Corenno Plinio
(foto G.Pozzi):
scendendo per le ripide contrade (str�cc)
che dal piano stradale portano al lago, si giunge al
porticciuolo da cui, alzando lo sguardo, si gode una magnifica
prospettiva del borgo.

Vista del Lago
(foto A.Pozzi):
panoramica del lago (alto Lario) dal molo di Dervio; Dongo, Olgiasca e
Corenno Plinio. |
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Dervio
Lago, montagna, fiume e boschi costituiscono il patrimonio naturale
del suo territorio.
Un clima mite e asciutto d'inverno con estati fresche e ventilate
rendono il soggiorno ideale ad anziani e bambini.
Il turismo è prevalentemente estivo con una buona affluenza
nelle altre stagioni nei fine settimana.
Spiagge naturali di grande estensione, due porti e grande abbondanza
di vento (Tivano o "Tivan" e Breva) per gli amanti della vela e del windsurf.
La pesca è assai praticata, soprattutto nella stagione degli agoni
da cui viene preparato il famoso "missultin".
Per gli appassionati della montagna sono possibili escursioni nei
boschi o sulle cime delle Prealpi circostanti.
Accanto alla chiesa di S.Quirico e Giulitta prende avvio la
mulattiera che porta ai monti di Dervio: Pianezzo, Mai (con i resti
del Castelvedro), Vignago, Cangiago, l'Alpe di Pratolungo,
Camaggiore, fino al Monte Muggio.
Attraverso la strada provinciale Dervio-Tremenico è possibile
raggiungere il Rifugio Bellano ai Roccoli d'Artesso e il Rifugio
Roccoli Lorla, base di partenza per i monti Legnoncino e Legnone
(2609 m.).
La penisola derviese è attraversata dal fiume Varrone che nasce dal
gruppo del Pizzo dei Tre Signori e nella sua vallata offre scorci
suggestivi e incontaminati.
Il lago (alto Lario) costituisce forse la principale attrattiva del paese poichè
consente la balneazione, la vela e il windsurf, gite in barca e in
battello, passeggiate e pesca.
Le rive di Dervio si estendono per circa 5 Km., quasi interamente
percorribili.
La riva a sud è detta di "S.Cecilia" ed è protetta dal vento da nord
(Tivano), mentre la riva a nord "la Foppa" presenta grandi distese
ghiaiose al riparo della Breva, vento umido che proviene da sud.
Grazie all'abbondanza di venti, il tratto di lago antistante è molto
frequentato dagli amanti della vela e del windsurf e ospita spesso
regate di livello nazionale e internazionale.
A Dervio operano due importanti centri velici: il Centro Vela Dervio
e la Lega Navale Italiana; operano a Dervio anche l'Orza Minore e il
Fun Surf Center.
Lungo le rive si trovano i due campeggi: "il Rustic" e il "Campeggio
Europa".
Cenni storici
Alle origini Dervio era probabilmente un piccolo nucleo di capanne
adibite a riparo per i nomadi di origine celtica.
A seguito della conquista romana si sviluppò una civiltà abbastanza
evoluta.
I Romani fortificarono i passi obbligati delle valli e si ritiene di
quel periodo il Castello in località Mai detto "Castelvedro".
Dopo la caduta dell'impero, le migrazioni barbariche dei Goti e dei
Longobardi rafforzarono il sistema difensivo romano e la diffusione
del Cristianesimo trasformò in Pievi gli antichi centri di comando.
I Longobardi aprirono la fase feudale con la concessione del
territorio all'Arcivescovo di Milano che portò poi alla guerra
decennale tra Como e Milano con numerose battaglie navali (che
venivano rievocate nelle sagre paesane fino agli anni 50)
Nel Medioevo Dervio e Corenno assunsero il titolo di borgo.
Negli anni 1384-1389 vennero redatti gli Statuti di Dervio e di
Corenno che dettavano regole precise sulla vita civile e sociale.
A quel tempo la comunità di Dervio era composta anche da Corenno,
Dorio e i paesi della Valvarrone che nel secolo successivo via via
si staccarono per formare comunità autonome.
Corenno ritornò a far parte di Dervio nel 1927.
Agli Arcivescovi seguirono i Ducati milanesi dei Visconti e degli
Sforza.
Seguì poi la dominazione spagnola che portò ad un periodo di
decadenza caratterizzato da scorrerie di briganti (famoso il
Medeghino) e da orde barbariche (i Lanzichenecchi).
Con la dominazione austriaca fiorì l'industria del ferro e lo
sfruttamento delle miniere dell'alto Varrone.
Nacquero industrie, cartiere, cantieri nautici e laboratori
artigiani.
I collegamenti migliorarono infine con la strada dello Spluga (1834)
e l'apertura del tratto ferroviario Bellano-Colico (1894).
Monumenti
La Chiesa
dei SS. Pietro e Paolo, patroni del paese, situata al borgo, risale
all'XI-XII secolo.
La Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta, costruita ai piedi della
montagna, è dedicata ai due martiri del IV secolo ed è una delle
chiese più antiche della zona.
La Chiesetta di S.Cecilia, situata in riva al lago, si dice sia
stata realizzata come ricovero dei malati ai tempi della "peste
manzoniana".
La Chiesetta di S.Leonardo si trova in località Castello.
La Chiesetta di S.Gregorio, al borgo, è situata vicino alla Chiesa
parrocchiale.
Corenno Plinio
Superato l'abitato di Dervio, verso Colico, è situato il
borgo di Corenno Plinio, un tempo fortificato da mura, che si
sviluppa intorno al Castello ed alla Chiesa, in cima al promontorio
su un enorme sperone di roccia.
Le antiche case, le contrade ripide, le antiche decorazioni, fanno
di Corenno un ambiente unico particolarmente apprezzabile visto dal
lago.
Le sorti di Corenno sono legate alla famiglia dei conti Andreani,
feudatari dal 1271 dell'Arcivescovo di Milano Ottone Visconti.
Dopo la distruzione del 1449 da parte di Como, Corenno divenne feudo
degli Sforza, scegliendo nel 1520 l'autonomia da Dervio.
Nel 1863 aggiunse al proprio nome l'appellativo di "Plinio" in onore
del console romano Caio Plinio Cecilio Secondo che aveva qui una sua
villa sul lago.
Nel 1927 tornò a far parte del Comune di Dervio pur conservando la
propria sede parrocchiale.
Ubicazione
Sulla sponda
orientale dell'alto Lago di Como o Lario (alta Lombardia), a circa 80 Km.
a nord di
Milano, a 30 Km. da Lecco e a
10 Km. da Colico.
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